Macerata si prepara a discutere in Consiglio comunale la variante al Prg relativa all’area ex Pp6, nella zona compresa tra le Casermette e la rotatoria di Collevario. L’atto, atteso nella seduta di lunedì, prevede una modifica delle destinazioni urbanistiche e l’inserimento di due comparti commerciali a intervento diretto convenzionato.
Contro la proposta prende posizione Michele Lattanzi, consigliere comunale della lista L’altra Macerata. Secondo l’esponente del centrosinistra, la variante ridurrebbe in modo significativo la quota destinata ad attrezzature pubbliche o di interesse generale e consentirebbe la realizzazione di un nuovo insediamento commerciale, con una superficie complessiva di circa 8mila metri quadrati.
Le contestazioni sulla viabilità
Lattanzi ritiene che l’intervento non risponda a un’esigenza evidente, considerando la presenza nella zona di due supermercati e di altre attività commerciali. L’area, sottolinea il consigliere, è già densamente popolata e ospita scuole, una piscina, esercizi commerciali e uno dei quartieri con la maggiore densità residenziale della città.
Tra le principali criticità indicate c’è l’impatto sulla mobilità. In base alle valutazioni richiamate da Lattanzi, il traffico dei veicoli commerciali potrebbe passare da 37 a 189 mezzi. L’esponente della lista contesta l’assenza di una valutazione adeguata sugli effetti per gli incroci, la sicurezza dei pedoni, il trasporto pubblico e la rete ciclabile.
Il flusso aggiuntivo graverebbe in particolare su via Roma, indicata come l’unico collegamento con Sforzacosta. Per Lattanzi, gli accessi già esistenti non sarebbero sufficienti a sostenere il nuovo carico di traffico, mentre la presenza di mezzi pesanti potrebbe incidere sulla sicurezza, sulla fluidità della circolazione e sul rumore.
Il nodo della stabilità dell’area
La contestazione riguarda anche gli aspetti geologici. Il Prg originario, riferisce il consigliere, subordinerebbe gli interventi a un progetto di bonifica e consolidamento del terreno, considerato instabile. Secondo Lattanzi, questo passaggio non sarebbe stato realizzato, mentre la variante consentirebbe la costruzione di piani interrati fino al 50% della superficie fondiaria.
Il timore espresso è che scavi, riporti, drenaggi e nuovi carichi possano produrre effetti cumulativi su un’area già caratterizzata da fragilità. La lista L’altra Macerata annuncia quindi una netta opposizione all’atto e chiede che, prima del voto, siano chiariti l’interesse pubblico dell’operazione, le conseguenze sulla viabilità e le garanzie sotto il profilo ambientale e della sicurezza.