Reazioni social

Corvo imperiale ucciso a Caldarola, Federcaccia difende la categoria

Il presidente provinciale condanna l’accaduto e invita a distinguere le responsabilità individuali dalle accuse generalizzate

Corvo imperiale ucciso a Caldarola, Federcaccia difende la categoria

Morla, un corvo imperiale appartenente a una giovane di Caldarola, è stato ucciso da un cacciatore durante una passeggiata vicino all’abitazione della proprietaria. Per l’episodio, avvenuto lo scorso 6 settembre, l’uomo è stato denunciato. Ai carabinieri forestali avrebbe riferito di aver scambiato l’animale per una cornacchia, specie per la quale, secondo quanto riportato, è comunque vietato sparare.

La vicenda ha suscitato numerose reazioni, soprattutto sui social, dove alle critiche rivolte al singolo episodio si sono aggiunti commenti e accuse nei confronti dell’intera categoria venatoria. Angelina Di Monte, 22 anni, aveva raccontato di essere uscita come abitualmente faceva e di aver filmato Morla prima di sentire lo sparo. La morte dell’animale, al quale era profondamente legata, ha provocato dolore e indignazione.

La posizione di Federcaccia

Il presidente provinciale di Federcaccia Macerata, Nazzareno Galassi, ha espresso vicinanza alla giovane e ha definito doloroso quanto accaduto a Caldarola. Allo stesso tempo, ha sottolineato che le responsabilità devono rimanere personali: se un cacciatore viola una norma o assume un comportamento incompatibile con l’utilizzo di un’arma e con l’attività venatoria, deve risponderne nelle sedi competenti, secondo quanto previsto dalla legge.

Per Galassi, dunque, l’eventuale errore commesso dall’uomo non può essere trasformato in un atto d’accusa contro migliaia di persone. Il presidente dell’associazione ha contestato in particolare gli insulti e le offese rivolti sui social all’intero mondo venatorio, distinguendoli dalla legittima critica per la morte dell’animale. La libertà di esprimere dissenso, ha osservato, non dovrebbe tradursi in odio o accuse generalizzate.

Sicurezza e accertamenti

Federcaccia Macerata ha ribadito che chi utilizza un’arma deve agire con prudenza, preparazione e piena consapevolezza. Il principio richiamato dall’associazione è che, prima di sparare, occorre avere la certezza di ciò che si ha davanti. Quando questa condizione viene meno, secondo Galassi, il comportamento non deve essere difeso dalla categoria, che avrebbe invece interesse a evitare il ripetersi di episodi simili.

La federazione ha inoltre sostenuto che la maggior parte dei cacciatori svolge la propria attività nel rispetto delle norme, dei periodi stabiliti, delle specie cacciabili e delle regole di sicurezza. Nel frattempo, spetterà alle autorità competenti ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e valutare le eventuali responsabilità dell’uomo denunciato. L’associazione ha infine dichiarato di voler continuare a promuovere conoscenza, sicurezza e rispetto della fauna e del territorio.