Il confronto sulla nuova discarica nel Maceratese si sposta sul metodo con cui sono state individuate le aree e sui prossimi obiettivi della gestione dei rifiuti. A intervenire è il vicepresidente della Provincia Luca Buldorini, che replica alle dichiarazioni dell’ex deputato del Pd Mario Morgoni e invita a superare la contrapposizione sulla scelta del Comune destinato a ospitare il nuovo impianto.
Il punto centrale della posizione di Buldorini riguarda la possibilità di modificare la graduatoria tecnica dei siti potenzialmente idonei. Secondo il vicepresidente, se Morgoni riconosce che l’elenco può essere cambiato, non ci sarebbe motivo di definire un eventuale discostamento dalla graduatoria un delitto politico. La selezione delle aree, sostiene, deve infatti essere seguita da una valutazione politica nelle sedi competenti e attraverso un voto democratico.
Il nodo del voto nell’assemblea Ata
Buldorini contesta anche l’affermazione secondo cui alcuni sindaci avrebbero votato una mozione senza averne conosciuto il contenuto. Il vicepresidente richiama le responsabilità dei rappresentanti dei Comuni nell’assemblea dell’Ata e cita il Testo unico degli enti locali, secondo cui il sindaco rappresenta il proprio ente. In presenza di un documento capace di incidere sul futuro di una comunità, osserva, il testo dovrebbe essere richiesto e il voto sospeso fino alla sua lettura.
Nel caso in cui il documento non fosse messo a disposizione, aggiunge Buldorini, il rappresentante avrebbe potuto chiedere che la contestazione venisse inserita a verbale e non partecipare alla votazione. Il vicepresidente afferma comunque di non voler credere che i sindaci abbiano espresso il loro voto senza sapere su quale proposta fossero chiamati a pronunciarsi.
La questione viene riferita anche alla sindaca di Montefano Angela Barbieri, che ha presentato ricorso al Tar per difendere il proprio territorio. Buldorini chiede che siano gli atti a chiarire se il Comune abbia richiesto il testo della mozione, quali osservazioni siano state formulate e in che modo abbia partecipato alla votazione. Per il vicepresidente, la ricostruzione della vicenda non può dipendere da supposizioni o dichiarazioni contrapposte.
La proposta su riciclo e discariche
Nel suo intervento Buldorini richiama anche il precedente di Cingoli, indicato come esempio di un sito scelto in passato senza che fosse al primo posto nella graduatoria allora disponibile. L’assemblea, aggiunge, si è espressa a larga maggioranza su nuovi criteri. La regolarità degli atti, precisa, potrà essere verificata dagli organi competenti, mentre il consenso dei sindaci non equivale automaticamente a una certificazione di legittimità.
Il vicepresidente prova infine a spostare il confronto dalla sola individuazione della prossima area alla programmazione complessiva del sistema. Il tempo garantito dalla permanenza dell’impianto di Cingoli, sostiene, dovrebbe essere utilizzato per aumentare il riciclo e accelerare una soluzione di livello regionale, così da ridurre il ricorso alle discariche.
L’invito rivolto a Morgoni è quindi a discutere non soltanto del Comune che potrebbe ospitare il nuovo impianto, ma delle misure necessarie a rendere meno frequente il ricorso a nuove discariche. Sullo sfondo resta il confronto politico tra le diverse posizioni, mentre la valutazione sulla correttezza della procedura è rimessa agli organismi competenti.