Prevenzione

A Civitanova il mare aiuta a ripartire dopo il tumore al seno

Quattordici partecipanti saliranno su cinque imbarcazioni per un percorso di sostegno, relazione e ritorno alla quotidianità.

A Civitanova il mare aiuta a ripartire dopo il tumore al seno

Donne di età diverse, provenienti da Milano, Roma e dai comuni del territorio, condividono un’esperienza difficile: hanno affrontato un tumore al seno e il percorso di cura. A Civitanova Marche ritroveranno il contatto con il mare partecipando alla terza edizione di Giro di Boa, il progetto che utilizza la vela, il lavoro di squadra e la socialità per accompagnare il ritorno alla vita quotidiana.

L’iniziativa è promossa dall’associazione Andos, presieduta dalla senologa Daniela Bossi, ed è nata tre anni fa da un’idea di Laura Bartolini e Serena Peroni, psicologa e psicoterapeuta. Nel fine settimana 14 donne saliranno a bordo di cinque imbarcazioni per una veleggiata pensata non soltanto come attività sportiva, ma anche come occasione di recupero fisico, sostegno psicologico e condivisione.

Un percorso oltre la cura sanitaria

Il progetto affianca al recupero dell’arto superiore, dopo l’intervento al seno, un percorso dedicato alla socializzazione e alla prevenzione. «Abbiamo pensato a un progetto che potesse unire la ripresa fisica al recupero psicologico, attraverso il fare squadra e un’attività capace di aiutare le donne a 360 gradi», ha spiegato Daniela Bossi, intervenuta in collegamento da Pavia.

In Italia si registrano circa 54mila nuovi casi di tumore alla mammella ogni anno; nelle Marche le nuove diagnosi sono circa 1.300. La rete regionale dispone di cinque centri dedicati e i progressi nelle diagnosi e nei trattamenti hanno portato la sopravvivenza a cinque anni all’88%. Terminati gli interventi e le terapie, però, il ritorno alla quotidianità può rimanere una fase delicata.

«La malattia a volte arriva e costringe le persone a uno stallo», ha osservato Serena Peroni. Secondo la fondatrice di Giro di Boa, dopo la conclusione delle cure alcune persone possono sentirsi spaesate e faticare a ritrovare il proprio ritmo. Per questo il progetto punta a una concezione della cura che comprenda la dimensione medica, quella psicologica e il sostegno della comunità.

Formazione, allenamenti e veleggiate

Il programma prevede una sessione teorica con i tecnici del Club Vela, gli allenamenti e le attività in mare. Sabato 26 settembre alle 16.30, nella sede del Club Vela, è inoltre previsto un incontro sulla prevenzione con l’oncologa Lorena Verdecchia. La domenica sarà dedicata alla veleggiata sociale, con la partecipazione degli armatori Valfredo Marsili con Eden, Sandro Menghi con Chimera, Andrea Gismondi con Signora della Tempesta e Giuseppe Ciotti con Lisa Marie.

Alle attività prenderà parte anche il Wonderful Sailing Team, con Serena Peroni e Laura Bartolini a bordo. Le partecipanti saranno inserite negli equipaggi durante gli allenamenti del sabato e nella veleggiata domenicale. Il progetto è gratuito e si basa sul lavoro dei volontari e sulla disponibilità degli armatori.

A sostenere l’iniziativa sono il Club Vela, che mette a disposizione strutture, pontili, sede sociale e tecnici, il Comune di Civitanova e il comitato olimpico regionale, rappresentato da Fabio Luna. Collaborano inoltre le associazioni Le Orchidee e Come Ginestre. Per la presidente del Club Vela, Cristiana Mazzaferro, la vela può diventare uno strumento di cura, inclusione e recupero psicofisico, mentre il vicesindaco Claudio Morresi ha sottolineato il valore della rete costruita attorno alle donne che affrontano o hanno affrontato la malattia.