Falso controllo

Truffa dell’oro a Civitanova, arrestata una coppia

L’anziana ha dato fedi, anelli, orecchini e un orologio; fermati due campani, preziosi recuperati

Truffa dell’oro a Civitanova, arrestata una coppia

Una donna di 46 anni e un uomo di 29 sono stati arrestati dai carabinieri dopo una truffa ai danni di una 78enne di Civitanova. Secondo la ricostruzione, la donna si sarebbe presentata come una carabiniera per ritirare alcuni gioielli, mentre il compagno l’attendeva in auto. Entrambi, di origine campana, sono stati bloccati durante la fuga.

La vicenda è iniziata con una telefonata alla pensionata. Una persona non ancora identificata si è qualificata come carabiniere della caserma di Civitanova e ha riferito alla donna che era necessario consegnare alcuni monili per verificare se fossero collegati a una rapina avvenuta poco prima in un’oreficeria. Nella telefonata sarebbe stato fatto riferimento anche a una vecchia carta d’identità del marito, che, con la stessa strategia, è stato convinto ad allontanarsi dall’abitazione per raggiungere la caserma e riferire quanto accaduto.

La consegna dei gioielli

Poco dopo, alla porta dell’abitazione si è presentata Giovanna D’Alterio, 46 anni, sostenendo di essere una militare dell’Arma. La donna ha raccolto i preziosi che la 78enne aveva messo insieme per la presunta verifica: due fedi nuziali, un collier a maglie, due anelli con pietre preziose, un paio di orecchini e un orologio con cassa in oro.

All’esterno dell’abitazione, a bordo di una Fiat Punto, secondo quanto riferito, si trovava il compagno Sergio Fogliamanzillo, 29 anni. Dopo aver ricevuto i gioielli, i due si sono allontanati, ma la fuga è stata interrotta dall’intervento dei carabinieri. I militari hanno fermato entrambi e recuperato l’oro consegnato dalla pensionata.

Udienza in tribunale

D’Alterio e Fogliamanzillo sono stati arrestati e condotti davanti all’autorità giudiziaria. La direttissima è in corso al tribunale di Macerata. La vicenda resta quindi al vaglio della magistratura, mentre proseguono gli accertamenti sulla telefonata utilizzata per indurre la pensionata a consegnare i propri beni e sull’eventuale collegamento con la rapina citata durante il raggiro.