Leonardo Catena, consigliere regionale del Partito democratico, ha presentato un’interrogazione in Consiglio regionale sul futuro del mattatoio di Villa Potenza, nel comune di Macerata. L’iniziativa arriva dopo l’annuncio della manifestazione di interesse da parte di due imprese, il Cozoma e la Butcher Service di Viterbo, interessate alla gestione della struttura.
Al centro dell’atto c’è la richiesta di conoscere lo stato di attuazione degli interventi e delle risorse annunciati dalla Regione il 16 dicembre 2025. In quell’occasione l’assessore Enrico Rossi aveva indicato uno stanziamento di 100mila euro per sostenere l’attività di macellazione e aveva riferito della verifica sulla possibilità di riaprire i termini per un precedente finanziamento di circa 200mila euro, destinato alla riorganizzazione, all’adeguamento e all’efficientamento del mattatoio.
Il servizio fermo da agosto
Secondo quanto riferito da Catena, il servizio di macellazione è sospeso dal 12 agosto. Nel frattempo, i sei lavoratori rimasti sono stati licenziati: due sono stati riassorbiti nel mattatoio di Sefro, ma con un impiego limitato a dodici ore settimanali, mentre per gli altri quattro è stata attivata la Naspi.
Il consigliere ha ripercorso anche le vicende amministrative che hanno interessato l’immobile: la mancata partecipazione del Comune alla prima asta, l’aggiudicazione a un privato, la successiva revoca, un esposto presentato in procura dall’ex aggiudicatario, un nuovo esperimento d’asta e infine l’acquisizione della struttura da parte del Comune di Macerata. Ora, con l’interesse manifestato dalle due aziende, si apre la fase della scelta del possibile gestore.
La richiesta alla Regione
Catena sostiene che la chiusura prolungata abbia confermato le preoccupazioni già espresse nei mesi scorsi. Il mattatoio, ha sottolineato, svolgeva un servizio a sostegno degli allevatori e della filiera zootecnica del territorio. Per questo ha chiesto alla Regione di chiarire che cosa sia stato concretamente realizzato rispetto agli impegni assunti, per quali ragioni si sia arrivati alla sospensione dell’attività e quali risorse siano oggi effettivamente disponibili.
L’interrogazione pone inoltre il tema delle conseguenze della chiusura sui clienti della struttura e sulla possibilità che possano tornare a utilizzarla dopo la riapertura. Per il consigliere, i passaggi amministrativi compiuti e il tempo trascorso avrebbero prodotto un danno economico e sociale. La manifestazione di interesse delle due imprese rappresenta quindi una possibile nuova fase, ma restano da definire condizioni, sostegni pubblici e prospettive operative del mattatoio.